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evento 2005
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David Maria Turoldo
Moni Ovadia
Maddalena Crippa
Giulio Mandelli

Gigi Saccomandi
Gaetano Liguori
Luca Scarzella
Elisabetta Gabbioneta
scarica la locandina per il Duomo di Milano del 21 aprile 2005 e l'invito per il pubblico (formato PDF da 212 KB)
scarica la locandina per la Basilica di Sesto S.Giovanni del 23 aprile 2005 e l'invito per il pubblico (formato PDF da 225 KB)

Salmodia della Speranza di David Maria Turoldo


Salmodia della speranzaEvento 2005 - Comunicato

A quarant'anni dalla prima rappresentazione, a sessant'anni dalla fine della guerra e ad un decennio dalla scomparsa di Padre David Maria Turoldo viene riproposta sulle scene d'Italia SALMODIA DELLA SPERANZA.

Questo evento storico-artistico ripropone la figura e l'opera di Padre Turoldo all'attenzione dei mass-media e del pubblico, soprattutto giovanile, che verranno coinvolti sul territorio, dove si manifesta la società civile.

Riproporre oggi, a quarant'anni di distanza, la liturgia di SALMODIA DELLA SPERANZA significa comunicare un invito forte e concreto a non dimenticare le cause di quella "follia" che ancora contagia altri paesi lontani e richiama ogni giorno anche la nostra personale e sociale responsabilità: la lotta dell'uomo, dell'umanità intera per la liberazione, contro il male dentro e fuori di noi.

Il testo turoldiano, presentato sul palcoscenico da Moni Ovadia e Maddalena Crippa con la supervisione artistica di Giulio Mandelli, le musiche di Gaetano Liguori, la co-regia e le luci di Gigi Saccomandi, la realizzazione video di Luca Scarzella, debutterà nel Duomo di Milano il 21 Aprile 2005 alle ore 21,00. Seguiranno repliche a Sesto San Giovanni il 23 Aprile, a Bologna…

La prima teatrale di SALMODIA DELLA SPERANZA si svolse a Sesto san Giovanni il 22 Aprile 1965 in occasione delle celebrazioni "unitarie" per il ventennale della Liberazione.

Il legame fra Sesto e Padre Turoldo si fondò sull'amicizia, profonda e duratura, tra lui e tanti cittadini sestesi che lo coinvolsero in molte pagine della storia di questa città. L'affetto per lui e l'impegno alla fedeltà al suo alto insegnamento - "non perdere mai la speranza specie nei momenti difficili" - hanno spinto i promotori di questo Evento 2005, a riprendere in mano, a quarant'anni di distanza, quel testo come una fiaccola da far risplendere ancora sulle scene per il suo valore poetico, oltre che civile e religioso.

Un messaggio che oggi suona ancora più universale e profetico, strutturato sui momenti liturgici della Messa (Introito, Kyrie Eleison, Offertorio, Consacrazione, Comunione, Ite Missa Est) e che attraversa la drammatica esperienza dell'Europa prima e durante la Seconda Guerra Mondiale: l'ascesa al potere dei dittatori, il nazismo, il razzismo, il grande conflitto, la Resistenza.

La qualità sacrale e spirituale tipica delle opere turoldiane si manifesta con la cadenza del genere "salmico"; canti ispirati cristianamente, in parte recepiti dalle lettere dei condannati a morte della Resistenza. Un percorso esistenziale che partendo dalle lotte e dagli odi che lacerano il paese, attraverso il perdono finale giunge ad invocare la perenne rigenerazione dell'umanità.

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