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Salmodia della Speranza di David Maria Turoldo


Evento 2005

David Maria Turoldo

È nato a Coderno del Friuli nel 1916.

Ordinato sacerdote, frate dei Servi di Maria, nel 1940; ha partecipato alla Resistenza con il giornale clandestino "L'uomo". Con padre Camillo De Piaz ha dato vita al centro culturale "Corsia dei Servi".

Nel travaglio degli anni '43-45 si impegna attivamente nella resistenza lombarda, collaborando ad un periodico clandestino dal titolo "L'Uomo", diffuso dal convento dei Servi. "Per una ontologia dell'uomo" è altresì il titolo significativo della sua tesi di laurea conseguita all'Università Cattolica sotto la guida di Gustavo Bontadini nel 1946.

David M. Turoldo acquistò notorietà in Italia tra il 1948 e il 1952: Bontadini pubblicò il volumetto di liriche "Io non ho mani"; nel 1951 uscì da Garzanti "La terra non sarà distrutta"; l'anno seguente Turoldo entrava nella prestigiosa colla dello "Specchio" di Mondadori con un secondo volume di liriche "Udii una voce"; nel 1952 ancora veniva incluso nella "Antologia della poesia religiosa italiana contemporanea" edita da Valsecchi.

Questo primo itinerario poetico si accompagna ad una intensa attività culturale di confronto e di dialogo che ha il suo centro propulsore in un'istituzione chiamata la "Corsia dei Servi"; i temi dibattuti hanno larga risonanza nelle persone e nei circoli tesi ad un'opera di rinnovamento e impegnati in una progettualità di largo respiro.

L'impegno per "Nomadelfia", "piccola città" con la fraternità come unica legge, all'inizio degli anni '50; la prima esperienza a Fontanella di Sotto il Monte, nella seconda metà degli anni Sessanta, che raccoglieva persone anche atee e di religione islamica, avveniva all'insegna di un "ecumenismo" radicale dove le divisioni della storia si potevano trasformare nell'incanto dell'utopia.

La stessa memoria friulana, a cui Turoldo spesso si richiama, obbedisce, forse, all'istanza della profezia e dell'utopia. L'esperienza della povertà è per lui fonte di ricchezza interiore, nutrita di libertà da se stessi, di attenzione all'essenziale, capace di cogliere una priorità di valori e di servirli con impensata energia: è in nome della povertà come libertà che gli uomini rinunciano a "possedere", intuiscono il mistero dell'esistenza, diventano capaci di convivenza fraterna.

Per circa trent'anni è stato priore e parroco dell'abbazia di S. Egidio a Fontanella, frazione di Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII; qui ha diretto il Centro di Studi ecumenici.

È autore di un numero notevole di opere, prevalentemente di poesia; dall'iniziale "Io non ho mani" (Bompiani 1948), ai successivi "La terra non sarà distrutta" (Garzanti 1951), "Udii una voce" (Mondadori 1952), "Se tu non riappari" (Mondadori 1963). Opere drammaturgiche come "La passione di San Lorenzo" (1978), un film "Gli ultimi" (1962) con la consulenza di Pier Paolo Pasolini.

Tra le opere recenti: "Il sesto angelo" (Oscar Mondadori 1976), "Lo scandalo della speranza" (Benvenuto 1978), "O sensi miei" (Rizzoli 1990), "Canti ultimi" (Garzanti 1991).

A Milano il 21 novembre 1991 ha ricevuto il premio "Lazzati"; assegnato dalla Fondazione Ambrosianeum; in quell'occasione, l'ultima solenne della sua vita, il cardinale Martini gli ebbe a chiedere scusa delle incomprensioni della Chiesa nel passato, dichiarando la sua una delle "voci profetiche" dell'età contemporanea.

Dopo aver lottato con la malattia David Maria Turoldo si è spento la mattina di giovedì 6 febbraio 1992. Al termine della messa domenicale del 2 febbraio aveva, però, salutato i fedeli dicendo che "la vita non finisce mai".
Sostegno a iniziative
Iniziative a livello nazionale o locale e spettacoli sostenuti dai Circoli Dossetti
evento 2005

comunicato
freccia David Maria Turoldo
Moni Ovadia
Maddalena Crippa
Giulio Mandelli
Gigi Saccomandi
Gaetano Liguori
Luca Scarzella
Elisabetta Gabbioneta
scarica la locandina per il Duomo di Milano del 21 aprile 2005 e l'invito per il pubblico (formato PDF da 212 KB)
scarica la locandina per la Basilica di Sesto S.Giovanni del 23 aprile 2005 e l'invito per il pubblico (formato PDF da 225 KB)

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