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Editoriali 2002


I credenti nella storia (dicembre)
L’editoriale di Ezio Mauro su "Repubblica" del 16 novembre già dal titolo ("A destra s’avanza uno strano cristiano") rivela una tensione presente in certo mondo laico in ordine alle questioni sollevate dall’intervento del Papa a Montecitorio ed alle forme della presenza sociale e politica dei credenti in questo inizio del XXI secolo.

La vittoria di Lula (novembre)
Dopo tre tentativi andati a vuoto Luis Inacio da Silva, conosciuto ormai universalmente come Lula, è dunque riuscito a coronare il suo sogno e quello del suo partito, il Partido dos Trabalhadores (PT), conquistando la presidenza del Brasile, ossia di uno degli Stati più estesi e popolati del mondo.

Un pastore e la sua città (ottobre)
Con il solenne ingresso in Duomo dopo aver percorso le vie di Milano si sono chiuse le cerimonie per la presa di possesso dell’Arcidiocesi ambrosiana da parte del card. Dionigi Tettamanzi (Dionigi II, nella cronotassi dei Vescovi di Milano, con un remoto predecessore di tal nome che si illustrò nella lotta agli Ariani), il quale ha ricevuto dal suo predecessore Carlo Maria Martini il bastone pastorale simbolo della novella dignità conseguita.

Abbassare i toni? (settembre)
"Molte volte ho cercato di analizzare obiettivamente il suo comportamento, per vedere se non riuscivo a trovarvi infine qualche traccia di genialità. Alla fine però mi sono accorto che era tutto inutile, poiché in lui non vi era nulla di geniale, solo di diabolico".

Genova, un anno dopo (agosto)
Quanto accadde a Genova nel luglio dello scorso anno a margine della conferenza annuale del G 8 (a margine, perché la conferenza stessa, come tutte le altre conferenze di quel tipo che ci sono state e che ci saranno non produsse nulla di nulla) può essere analizzato in molti modi, ma riteniamo che alcune cose possano e debbano essere dette.

L'idea di un partito nuovo (luglio)
Se un partito nuovo deve essere la scialuppa di salvataggio o l’alias di una classe dirigente bollita ed ormai priva di legittimazione, allora questo partito sarebbe meglio non farlo; se l’otre nuovo viene approntato per metterci un vino non solo vecchio ma rancido, allora è meglio lasciar perdere e non fare il pernicioso travaso.

Sul concetto di riformismo (giugno)
Molto si è discusso in merito alle particolari caratteristiche che dovrebbero connotare il nuovo partito Democrazia è libertà – La Margherita, ed in specifico molti amici hanno insistito sulla dimensione del riformismo come segno distintivo, ovviamente intendendo tale concetto in termini tutt’affatto diversi rispetto a quelli del canone tradizionale del riformismo.

L'Europa allo sbando (maggio)
E ora? L’interrogativo sorge spontaneo insieme allo choc dopo la lettura dei risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi. L’alto tasso di astensionismo e l’atteggiamento critico dell’opinione pubblica verso la politica hanno causato l’incredibile situazione per cui il leader fascista (non c’è altro aggettivo per definirlo) Jean – Marie Le Pen va al ballottaggio con il Presidente uscente, il neogollista Jacques Chirac, sorpassando il premier socialista Lionel Jospin.

Le strade sono aperte (aprile)
Al di là di alcuni strascichi polemici, il congresso costituente della Margherita c’è stato, ha riscontrato una grande partecipazione di personalità di diversa estrazione culturale e ha contribuito a definire il profilo di un nuovo soggetto politico che potremmo definire come partito popolare di seconda generazione.

Il richiamo di Porto Alegre (marzo)
E’ passata quasi sotto silenzio in Italia la notizia della scomparsa di Pierre Bourdieu, il filosofo e sociologo francese che era assurto a notorietà non solo per i suoi studi sul sistema educativo francese, di cui aveva denunciato la selettività e l’elitarismo “ereditari”, ma anche, negli ultimi dieci anni, per la sua scelta di fare della sociologia uno strumento di lotta militante a favore della causa degli emarginati, divenendo il più famoso degli intellettuali organici ai nuovi movimenti sociali.

L'europeismo dei Popolari (febbraio)
Le polemiche seguite al dimissionamento del Ministro degli Esteri Ruggiero sono sintomatiche di una crisi intervenuta non tanto nella coscienza civica del nostro Paese, la quale, secondo i più recenti sondaggi, risulta decisamente ancorata ai principi che hanno fatto dell'Italia la patria dell'europeismo, quanto piuttosto nella psicologia di chi ci governa.

La lezione di Dossetti, cinque anni dopo (gennaio)
Parole come “profezia” e “carisma” dovrebbero essere utilizzate con estrema cura anche perché, esaminandole nella loro esatta etimologia, rimandano ad esperienze e concetti molto particolari: “profezia”, infatti, è il parlare al posto di qualcuno, che nell' uso più abituale di questa parola è Dio, mentre “carisma” rimanda alla grazia santificante, e non ha nulla a che vedere con le capacità di leadership e di dialettica di qualche fortunato imbonitore.

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