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Editoriali 2003


La città bloccata (dicembre)
I cittadini di Milano non scorderanno facilmente il 1 dicembre 2003, il giorno del blocco totale dell’ ATM e della MM, dei mezzi pubblici di superficie e di quelli sotterranei , della pioggia battente, del grande ingorgo e dell'esasperata rivolta dei pendolari appiedati.

Una politica per i lavoratori (novembre)
Dopo l’esito più che positivo nei numeri e nei contenuti dello sciopero generale del 24 ottobre si apre la questione del dividendo che i sindacati e le forze sociali potranno incassare nel confronto con il Governo.

Venticinque anni (ottobre)
Un doppio choc per noi in quell’ indimenticabile ottobre del 1978, e subito anche un desiderio di capire, di prendere le misure di Giovanni Paolo II, di capire che cosa lui voleva da noi e che cosa noi avremmo potuto attenderci da lui.

L'altro 11 settembre (settembre)
L’ 11 settembre 1973 era di martedì: quel giorno il Presidente legittimo della Repubblica cilena Salvador Allende Goossens aveva in animo di rivolgere un discorso alla Nazione in preda ad una grave crisi economica e politica.

Alfa Romeo: una vicenda italiana (agosto)
Che la sorte dello stabilimento dell’ Alfa Romeo di Arese, dove si era trasferita la produzione dal mitico Portello, una delle culle della classe operaia milanese, fosse segnata era chiaro per gli osservatori più smaliziati almeno sin dal 1987, quando la FIAT si insediò sull’ antico dominio dell’ IRI completando il processo di monopolizzazione (e di vampirizzazione) dei saperi e della produzione automobilistica nel nostro Paese.

La crisi iraniana a una svolta? (luglio)
La mobilitazione in corso ormai da quasi due settimane nelle università iraniane e quella –con risvolti tragici- dei cosiddetti "mujaheddin del popolo" nelle piazze europee, per quanto non direttamente collegate – come ha spiegato da par suo Igor Man in una articolo sulla "Stampa"del 20 giugno- danno la misura dello stato di crisi in cui versa attualmente l’ Iran a fronte dei mutati equilibri nell’ area del Golfo e della crescente insoddisfazione per la gestione bicipite della cosa pubblica.

Forte e chiaro (giugno)
C’ è un dato evidente, che rimbalza da Brema a Birmingham, da Bilbao a Roma, ed è che l’ aver fatto in guerra i reggicoda del potere imperiale di Washington non paga: sia la destra vera di Aznar, Berlusconi e della Merkel sia la sinistra annacquata di Blair hanno evidentemente dovuto scontare il fatto di avere sfidato le proprie opinioni pubbliche nel sostenere una guerra impopolare ed illegale.

Don Tonino e la guerra infinita (maggio)
Sua Eccellenza Monsignor Antonio Bello, Vescovo di Molfetta – Giovinazzo - Ruvo – Terlizzi, insomma il nostro don Tonino, ci lasciava il 20 aprile 1993, esattamente dieci anni fa, ancora in tempo pasquale, ancora in tempo di guerra, perché pare proprio che il destino dei profeti e dei santi sia quello di parlare al cuore e alle menti degli uomini quando le une e gli altri sono obnubilati da quell’odio primitivo che spinge a spargere il sangue altrui, e magari anche a calcolare quello che si può ottenere dal ricostruire le case altrui che si è precedentemente provveduto ad abbattere.

Con Dio dalla nostra parte (aprile)
"With God on our side" non è solo il titolo di una bella e struggente canzone di Bob Dylan, ma è più in generale un tipico atteggiamento mentale dell’opinione pubblica e del sistema politico americani per descrivere il ruolo della propria Nazione come garante del Bene contro il Male.

La pace sulla terra (marzo)
Quando Giovanni XXIII diede alle stampe l’enciclica Pacem in terris sapeva di essere condannato dal male che ogni giorno progrediva dentro di lui. In qualche modo egli volle con quella grande lettera all’ umanità (non solo ai cattolici, non solo ai credenti) lasciare un messaggio estremo, un quasi testamento che facesse riflettere i figli di Dio. Da lì prendemmo le mosse noi figli dell’epoca giovannea e conciliare, nella nostra riflessione sul pacifismo e sulla fine del concetto di guerra giusta, e sulle radici sociali dell’ingiustizia che porta alla guerra, ultimamente legate alla colpa di Adamo, ma penultimamente connesse all’avidità e all’incapacità di rispettare il pensiero degli altri, la loro profonda umanità.

L'avvocato (febbraio)
La morte di Gianni Agnelli, per quanto non inaspettata, ha prodotto comunque una grande sensazione sull’ immaginario pubblico italiano, legata non solo al fatto che la FIAT rimane la massima industria manifatturiera del nostro Paese, ma anche alla particolare personalità dello scomparso, al suo carattere cosmopolita, allo stile quasi regale che egli infondeva alle persone che lo circondavano e anche a quelli che lo conoscevano solo attraverso i giornali o la televisione, magari anche solo per le sue note passioni sportive.

Prima di tutto la pace (gennaio)
Il messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della Pace, che Paolo VI quasi quarant'anni fa fissò al primo giorno dell'anno, e che “Il Popolo” ha pubblicato giorni fa, non è in alcun modo un ricordo di maniera della “Pacem in terris” di Giovanni XXIII, della quale cade in questo 2003 il quarantesimo anniversario, ma è piuttosto un appello forte al cuore dell'uomo e delle realtà sociali e politiche in cui si esprime la sua personalità.

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