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Editoriali 2004


Una leadership non scontata (dicembre)
La questione della leadership è o no risolutiva, è o no un valore aggiunto rispetto alla possibilità per uno schieramento di vincere le elezioni? Il problema si trascina da molti anni, ed è diventato impellente nel momento in cui, passati al bipolarismo, ci si è resi conto di che cosa significa misurarsi con un problema di leadership sul modello di quello berlusconiano, che per un verso replica modelli in rapida diffusione nel resto dell’ Occidente e che per un altro è invece un unicum italiano, il che non torna certo a nostro onore.

Quale America, quale Europa (novembre)
Stavolta non c’è stato alcun bisogno di scrutini supplementari o di sgradevoli code legali: l’ammissione di sconfitta da parte del candidato democratico John Kerry ha riportato George W. Bush alla presidenza degli Stati Uniti sull’ onda di un grande risultato elettorale, che lo ha visto sconfiggere l’ avversario non solo nel collegio dei grandi elettori ma anche nel voto popolare, infliggendogli tre milioni di voti di distacco nel contesto di una grande mobilitazione elettorale, la più grande dal 1960 ad oggi.

La democrazia e la terza crisi (ottobre)
Il documento predisposto dal comitato preparatore per la XLIV Settimana sociale dei cattolici italiani che si aprirà a Bologna giovedì prossimo fornisce strumenti utili e necessari ad una riflessione così impegnativa come quella dei "Nuovi scenari e nuovi poteri", come recita il titolo, in cui si sostanzia il discorso sulla democrazia oggi:le sottolineature sulla crisi dello Stato-Nazione, sulla complessità sociale, sul prodursi e dispiegarsi di nuovi poteri forti, sulla crisi forse irreversibile del Welfare State tradizionale, soprattutto sulla crisi valoriale che è alla base del malessere sociale e politico di oggi sono serie e condivisibili.

De Gasperi, la politica con l'anima (settembre)
Il cinquantesimo anniversario della morte di Alcide De Gasperi può essere un’ opportunità ed un rischio: l’ opportunità di una seria riflessione su di una figura centrale nella storia della democrazia repubblicana, il rischio di una lettura stereotipa in cui l’ occasione della polemica spicciola e menzognera, di quella "politica politicante" che è forse un dato generale ed inestinguibile della vicenda politica in senso lato ma non deve divenirne l’ elemento fondante, fa premio sulla ricerca onesta e sincera delle azioni e delle passioni di un uomo.

Iraq, la svolta che non c'è (agosto)
L’ ottimismo trionfalista che aveva accompagnato il voto dell’ ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU sulla questione irachena e il successivo insediamento del Governo guidato da Iyad Allawi sembrano ora aver lasciato il posto ad un atteggiamento assai più circospetto al punto tale che i giornali che erano stati a suo tempo portavoce del bellicismo in salsa berlusconiana e del trionfalismo bushista ora relegano le notizie che vengono dall’ Iraq nelle pagine interne in taglio basso.

Tre spunti per il futuro (luglio)
Il dibattito post elettorale rischia come sempre di essere viziato da una certa tendenza dei diversi soggetti a sottolineare la specificità del loro risultato, come pure a millantare successi in presenza di sconfitte e ad escogitare improbabili scuse laddove le sconfitte vengono ammesse (gli "scrutatori comunisti" partoriti dalla fantasia di Berlusconi).

L'altra data (giugno)
Fra i molti anniversari che cadono in questi giorni ve ne è uno che rischia di essere dimenticato e che invece mai come adesso appare di singolare attualità ed importanza. Infatti fu il 12 giugno 1944, otto giorni dopo la liberazione di Roma che i rappresentanti delle principali correnti del sindacalismo italiano si incontrarono per deliberare la rinascita di un sindacato libero ed autonomo.

L'Atlantico più largo (maggio)
Che succede nel mondo a un anno dalla presa di Baghdad, mentre la grande balla della guerra umanitaria affonda nel sangue e nella rovina? Due elementi possono essere enucleati. La prima: gli americani non vanno interpretati, vanno letti, Henry Kissinger, nel suo libro tradotto in Italia con il titolo "L'arte della diplomazia" 1996, dedica le prime 80 pagine a dimostrare perché gli americani non vogliono e non possono essere europei.

Il doppio anniversario (febbraio)
La coincidenza temporale fra la chiusura dell’ esperienza della Democrazia Cristiana e la nascita di Forza Italia (ambedue avvenute nel gennaio del 1994) sono state notate da alcuni commentatori, i quali, specie nel caso di quelli più o meno vicini al Cavaliere liftato , hanno voluto istituire inopportuni paralleli fra l’ uno e l’ altro evento, soprattutto equivocando sulla funzione di partito di raccolta che la succursale di Mediaset eserciterebbe oggi al pari della defunta Balena bianca, identificandosi con la capacità di accumulare un consenso di tipo interclassista su di una proposta forte.

Il dovere della pace (gennaio)
Fu un’ iniziativa di Paolo VI nel Capodanno del 1968 a determinare la scelta, ormai adottata anche da molti altri soggetti religiosi e laici, di consacrare il primo giorno di ogni anno al tema della pace: questo perché il Capodanno è per sua natura il giorno della speranza, la speranza di essersi lasciati alle spalle il vecchio, sia in senso materiale che morale, per andare incontro ad un futuro nuovo e migliore.

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