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Editoriali 2008
Change and hope (dicembre)
L'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d'America è stata accompagnata dalle parole “cambiamento” e “speranza” che sono risuonate praticamente in tutte le lingue e a tutte le latitudini del mondo. In effetti, il cambiamento c'è stato, ed è ragionevole la speranza che tale cambiamento sia per il meglio.
La gente per strada (novembre)
E' forse un segno dei tempi il fatto che le manifestazioni di piazza, un segnale della vitalità di un sistema politico democratico degno di questo nome, in cui il dissenso e l'opposizione sono all'ordine del giorno e si esprimono dentro e fuori dalle istituzioni nelle modalità che ritengono più opportune (ovviamente secondo le modalità dettate dalla Costituzione), vengano concepite nel nostro Paese come un qualcosa di particolarmente grave e preoccupante.
Il peccato originale (ottobre)
Come è noto il primo Governo guidato da Romano Prodi cadde a seguito della bocciatura per un solo voto della mozione di fiducia discussa dalla camera il 9 ottobre 1998 : il voto deciso venne da una deputata di Rifondazione comunista, che su questo punto si era duramente confrontata al suo interno arrivando ad una scissione da cui sarebbero nati i Comunisti italiani. Ovviamente non si tratta qui di gettare la croce addosso ai dirigenti di un partito che dieci anni dopo ha subito una ben più severa sconfitta, ma di meditare, a partire da quel “peccato originale”, da quel vero e proprio vaso di Pandora che fu la caduta del Prodi I, uno dei più gravi e consolidati elementi di debolezza della sinistra nel nostro Paese (e forse del Paese nel suo complesso) che è la deriva identitaria.
Le occasioni di EXPO 2015 (settembre)
L’assegnazione dell’ organizzazione dell’ Esposizione universale del 2015 a Milano è stata giustamente salutata come una vittoria complessiva del “sistema Italia” e del “sistema Milano”, anche se si sono levate alcune voci dissonanti, forse un po’ troppo condizionate da esigenze di campagna elettorale.
Indubbiamente Expo 2015 mobiliterà ingenti risorse economiche, movimenterà grandi masse di persone sia nella fase di preparazione che in quella dell’effettiva celebrazione dell’avvenimento, ma sarebbe un errore ridurre l’insieme della questione al pur importante dato economico e infrastrutturale ( nuovi posti di lavoro, nuovi interventi urbanistici, diverso assetto dello spazio cittadino e dell’hinterland…).
Cose antiche e cose nuove (agosto)
Nel crepuscolo del 6 agosto 1978, festa liturgica della Trasfigurazione, si chiudeva la giornata terrena di Paolo VI, il papa che più di ogni altro interpretava la figura evangelica dello scriba che, divenuto discepolo del Regno, traeva dal suo tesoro “cose antiche e cose nuove”. Come spesso accade in questi anni di cortigianeria applicata anche alla storia recente e remota, anche la figura di Giovanni Battista Montini è stata oggetto di un revisionismo che, seguendo l’indimenticata lezione di Orwell, pretende di controllare il presente ed il futuro attraverso la riscrittura del passato: ecco dunque non meno di tre biografie di Paolo VI, scritte da “valenti” giornaliste e storiche, tutte intenzionate a dimostrare che colui che si assunse l’onere di portare a termine il Concilio Vaticano II e di iniziare ad applicarne puntualmente le applicazioni di ordine dottrinale e pastorale era in realtà un pover’ uomo travolto dagli eventi.
Oltre Ruini, oltre il ruinismo? (luglio)
Il 27 giugno scorso il Papa ha accettato, con due anni di ritardo rispetto all’ età canonica, le dimissioni del card. Camillo Ruini da Vicario per la Diocesi di Roma, nominando al suo posto il card. Agostino Vallini Prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica. Si arricchisce quindi di un ulteriore tassello il lungo ritiro del card. Ruini dagli incarichi di grande responsabilità ricoperti nel corso degli ultimi vent’anni, prima lo scorso anno con la sostituzione alla guida della CEI ed ora con il pensionamento dalle sue funzioni ecclesiastiche, pensionamento tuttavia non definitivo in quanto il prelato reggiano rimane alla guida del Comitato episcopale per il Progetto culturale della CEI, forse la creatura più tipica del suo lungo proconsolato alla guida della Chiesa italiana.
L'avvenire di un passato (giugno)
Ha destato una qualche attenzione, ed una certa irritazione, la scelta della Fondazione Magna carta, sotto la guida del sen. Gaetano Quagliariello e con la partecipazione del nuovo Ministro degli Affari Culturali Sandro Bondi, di promuovere in Firenze un convegno dedicato a figura importanti di quella realtà politica, culturale e soprattutto ecclesiale quali Giorgio La Pira, Ernesto Balducci e Lorenzo Milani , proclamando la volontà di volerli sottrarre all’estorsiva memoria della “sinistra”.
I democratici e la questione del territorio (maggio)
Il dato elettorale del 13/14 aprile non va certo archiviato senza discussioni, ma sarebbe a dir poco masochistico trasformarlo, come spesso accade dopo le sconfitte, nella scusa per un piagnisteo generalizzato, per una lamentazione del male cronico della sinistra nel nostro Paese, o peggio ancora per l'esaltazione passiva della “geometrica potenza di fuoco” dell'avversario laddove invece si imporrebbe un minimo di freddezza nella riflessione.
Una rosa sfiorita prematuramente (aprile)
E' difficile e persino presuntuoso fare pronostici su di una campagna elettorale tanto serrata come quella in corso: credo però di poter dire che fra coloro che risulteranno perdenti ad urne aperte vi sia il progetto politico che è andato sotto il nome di “Rosa bianca”, e che viceversa avrebbe dovuto essere una delle maggiori novità di questa tornata elettorale.
La "questione Moro" è ancora aperta (marzo)
La memoria di Aldo Moro va ben oltre il ricordo del suo rapimento da parte delle Brigate Rosse il 16 marzo di trent'anni fa, i 55 giorni della sua prigionia e la successiva, barbara uccisione avvenuta il 9 maggio di quello stesso 1978. No, non c'è nel nostro Paese solo un “caso Moro” di ordine giudiziario, le mille verità contrapposte che si agitano, i memoriali, la disinformazione, la P2, i servizi segreti più o meno deviati, le piste internazionali, il dolore della famiglia e degli amici e tutto ciò che contribuiva a farne , come ebbe a scrivere Leonardo Sciascia , “l'affaire” della democrazia italiana esattamente come il processo Dreyfus lo fu per la democrazia francese.
Gandhi, la lezione dimenticata (febbraio)
Il 30 gennaio 1948 un militante nazionalista indù di nome Nathuram Godse uccideva, durante una cerimonia religiosa, colui al quale l’ India ed il mondo intero si rivolgevano con il nome di Mahatma, la “grande anima”, Mohandas Karamchand Gandhi, stroncando un’esistenza straordinaria che riuscì a compiere un’opera ancora più straordinaria.
Le non rinunciabili vie della pace (gennaio)
La drammatica notizia dell'assassinio di Benazir Bhutto ha il sapore amaro della “morte annunciata”, visto che fin dal suo primo ritorno in Pakistan nell'ottobre scorso dopo l'esilio durato diversi anni l'ex Primo Ministro era stata salutata da una strage di suoi sostenitori ad opera dei soliti kamikaze che solo per un caso non avevano già stroncato la vita della leader del Partito del Popolo.
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