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Editoriali 2010


L'ira di Cesare (agosto)
La vicenda dell'espulsione dal PDL di Gianfranco Fini e dei suoi costituisce un' ulteriore conferma di quanto già si sapeva da tempo, ossia l'assoluta incompatibilità fra Silvio Berlusconi e la democrazia, intesa essenzialmente come rispetto delle idee altrui e delle procedure chiare e trasparenti che dovrebbero presiedere all'assunzione delle decisioni da parte di chi dirige uno strumento di democrazia per eccellenza quale è un partito politico.
Le lezioni di un luglio lontano (luglio)
Il periodo fra il giugno ed il luglio del 1960 fu un momento topico nella storia della democrazia italiana, una di quelle svolte che hanno determinato la vicenda politica e sociale del nostro Paese, mettendolo come sempre al crocevia fra i suoi fantasmi ed i suoi vizi di sempre e la possibilità di un avvenire diverso. La III Legislatura repubblicana (1958–1963) fu particolarmente instabile. Gli elettori avevano riconfermato una tenue maggioranza alla coalizione centrista (DC–PSDI-PLI-PRI) ma nello stesso tempo, soprattutto all’interno della DC e nei più avvertiti settori culturali e professionali, era nata la tendenza ad una più decisa apertura sociale che realizzasse le premesse della Costituzione e permettesse di rimettere in movimento una dialettica politica ormai semiparalizzata.
Lavoro, diritti, società (giugno)
Per quanto nel nostro Paese la minore propensione al rischio del sistema bancario abbia permesso una ricaduta della crisi finanziaria in termini meno devastanti che altrove, l'emergere, anche nell'area metropolitana milanese, di numerosi casi di aziende in crisi o sull'orlo della chiusura deve far pensare che il venir meno della fase più aspra della crisi in termini generali non porterà con sé benefici immediati per l'occupazione e più in generale per il tenore di vita delle famiglie ed i diritti dei cittadini e dei lavoratori. E tuttavia il lavoro rimane la base del processo produttivo e dell'economia e, in coerenza con il dettato della Costituzione, il fondamento della cittadinanza  sociale e politica. La sua centralità, oltre a descriverne la funzione sociale, assume anche una decisa valenza di programma politico per l’orientamento delle scelte economiche e sociali degli anni a venire. E’ evidente l’aggancio esistente fra la dimensione lavorativa e quella dell’economia cosiddetta “reale” , basata sulla concretezza della produzione, che nel corso di questi anni è stata progressivamente marginalizzata per lasciare spazio alla rendita parassitaria.
Oltre il collo di bottiglia (maggio)
Il clamoroso diverbio fra Berlusconi e Fini che ha segnato la drammatica seduta del 22 aprile di  un organismo altrimenti innocuo e soporifero come la Direzione nazionale del Popolo della Libertà ha rappresentato plasticamente alcune intuizioni che erano già abbastanza evidenti ad ogni onesto osservatore ma che il contrasto fra i due principali “cofondatori” di quel partito ha messo sotto gli occhi di tutti. Il primo punto è il più evidente: il principale partito politico italiano non è un partito democratico. In nessun partito democratico, infatti, l’annuncio della nascita di una corrente di minoranza avrebbe prodotto reazioni isteriche come quelle che si sono riversate in testa al Presidente della Camera ed ai suoi seguaci, con tanto di accuse di tradimento e di inviti perentori (e costituzionalmente infondati) ad abbandonare lo scranno più alto di Montecitorio.
Obama o del coraggio riformatore (aprile)
Credo nessuno possa sottovalutare il significato della grande riforma del sistema sanitario nazionale che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha portato a compimento nel marzo 2010: oggettivamente parlando si tratta di un atto rivoluzionario che, correttamente, è stato interpretato come tale anche da parte dei più accaniti avversari della riforma e del Presidente stesso, i quali non a caso hanno risposto con un’opposizione feroce e a tratti isterica.
La politica vittima di se stessa (marzo)
Si parla molto di antipolitica, e recentemente, commentando talune spiacevoli situazioni che lo vedono coinvolto, l’ on. Berlusconi, oltre al solito appello messianico a schierarsi per il Bene contro il Male e per l’Amore contro l’Odio, ha anche chiesto di mobilitarsi contro l’antipolitica. Solo che l’antipolitica non ha nulla a che vedere con inquirenti e magistrati che fanno il loro dovere, ma si annida spesso nei gangli vitali della politica stessa e di coloro che la praticano, che poi sarebbero quelle persone che si candidano a raccogliere il voto dei cittadini per assurgere a cariche pubbliche le quali vanno esercitate, come scrive la Costituzione , “con disciplina e onore” (art.54).
Il PD alla prova (febbraio)
Non si può dire che all'indomani della faticosa tornata congressuale il Partito Democratico abbia trovato un suo equilibrio nella gestione della linea politica e nella capacità dei suoi uomini di interloquire con il Paese. La nuova maggioranza che ha portato all'elezione di Pierluigi Bersani alla segreteria del Partito si era aggregata su parole d'ordine abbastanza chiare, che si potrebbero riassumere così: ripresa organizzativa del partito in termini tradizionali (e quindi superamento della suggestione veltroniana del “partito leggero”), centralità del ruolo delle alleanze soprattutto nella logica di un'intesa strategica con l'UDC di Pierferdinando Casini (e quindi fine della “vocazione maggioritaria”, anch'essa caposaldo della stagione di Veltroni), centralità delle questioni sociali a scapito delle battaglie sulla giustizia, ricerca di possibili convergenze sulle questioni istituzionali con la maggioranza di destra.
Un anno complicato (gennaio)
L'anno 2009 che si è appena chiuso è stato sotto molti riguardi uno dei peggiori che si siano mai registrati nella vita pubblica italiana, in cui si sono sommati gli effetti della crisi economica globale, che forse per quanto riguarda il nostro Paese non sono nemmeno del tutto cessati, e quelli di una grave crisi etica e di pensiero della politica che sta trascinando con sé quel che rimane della coesione sociale e del tessuto democratico garantito dalla Costituzione repubblicana.

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