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Raccolta di articoli e materiali su don Giuseppe Dossetti
Breve biografia di don Giuseppe Dossetti
Giuseppe DossettiGiuseppe Dossetti nasce a Genova nel 1913, nello stesso anno i genitori si trasferiscono a Cavriago, dove il padre gestisce una farmacia; qui compie i primi studi, per trasferirsi qualche anno dopo a Reggio Emilia a frequentare il liceo cittadino. Si iscrive all’Università di Modena e dopo la laurea si sposta a Milano (Università Cattolica) per perfezionarsi. Qui ha modo di conoscere il gruppo che sarà detto dei “professorini”: Lazzati, Fanfani, La Pira ecc. Rimane costantemente in contatto con la sua Reggio e con Bologna.
Dossetti: la vita e il percorso politico di uno dei padri della Repubblica
Così Giovanni Bianchi ha trattato questa tematica all'interno del seminario "Incontri riformisti 2009 - Come usciremo dalla crisi? - Idee, proposte per i democratici - Per costruire l'alternativa di governo al centrodestra" svoltosi a Bagni di Val Masino (Sondrio) dal 10 al 12 luglio 2009 su iniziativa delle associazioni "Libertà Eguale" e "Democratici per Milano"
"Libro bianco su Bologna". Giuseppe Dossetti e le elezioni amministrative del 1956 A cura di Gianni Boselli.
Saggi di Luigi Pedrazzi, Paolo Pombeni, Luigi Giorgi - Edizioni Diabasis - pagine 256 - euro 18,00 - maggio 2009
Perché tornare a Dossetti? di Giovanni Bianchi, 2006
(Prefazione al libro di Giuseppe Trotta, Giuseppe Dossetti. La rivoluzione nello stato, Aliberti Studi Unipress, Reggio Emilia 2006)
E’ Trotta stesso ad indicare la ragione dei suoi studi su Dossetti. E lo fa all’inizio della nota introduttiva  a questa biografia apparsa nell’aprile del 1996. Scrive infatti: “Il mio interesse per la vicenda politica di Giuseppe Dossetti è nato da un incontro tra la redazione della rivista “Bailamme” nel 1992 e il monaco ottantenne. Fu un’impressione fortissima: un’attenzione acuta agli eventi della storia si coniugava in lui ad una ricerca spirituale originalissima, capace come poche di porre anche al nostro presente domande essenziali.
Due conferenze di Dossetti: settembre 1949 - maggio 1956 a cura di Luigi Giorgi
Questi due brevi articoli ci restituiscono alcune relazioni di Dossetti su temi fondamentali della sua vicenda politica, come il rapporto tra fede e politica o tra etica e azione politica. I due incontri seppur distanti nel tempo, fra loro trascorrono quasi cinque anni, ci restituiscono una significativa testimonianza della complessa e articolata elaborazione del professore reggiano rispetto ad alcune delle problematiche fondamentali del suo breve, ma intenso, impegno nella politica nazionale.
Giuseppe Dossetti e l'esperienza amministrativa bolognese 1956 - 1958 a cura di Luigi Giorgi
L'esperienza amministrativa bolognese di Giuseppe Dossetti, che inizia nel 1956 e termina nel 1958, è fra le meno conosciute nella vicenda politica del professore reggiano. Dossetti fu chiamato a quella prova da Lercaro. Egli non era affatto convinto della validità della scelta dell’Arcivescovo, che cadeva a quasi cinque anni dall’abbandono delle cariche politiche ricoperte in seno alla Democrazia Cristiana, ma per dovere di obbedienza si piegò ed accettò.
Bologna 1956: la campagna elettorale, il voto, i commenti. Durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Bologna, Dossetti dovette difendersi dalle accuse di essere un rappresentante della “Triplice”, organizzazione che riuniva i rappresentanti dei cosiddetti “padroni”. Pur di fronte a secche prese di posizione, da parte sua, contro di questa e contro ogni condizionamento che ne sarebbe potuto derivare sulla sua politica, il quotidiano del Pci non perdeva occasione per attaccarlo e dipingerlo come uomo che rappresentava la parte agiata e conservatrice della popolazione felsinea.
Il prof. Dossetti apre la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Bologna nel 1956 negli appunti presi dall’on. Antonio Marzotto Caotorta
La sinistra e Dossetti. A cura di Luigi Giorgi
"l'Unità" (1946-1951) - intervista a Togliatti, “l’Unità”, 8 novembre 1946 Dopo aver affrontato e commentato gli interventi più importanti di Dossetti riportati da “Il Popolo”, la nostra attenzione si sposta ora sul rapporto tra la sinistra e il professore reggiano: confronto rivisitato attraverso gli articoli dei quotidiani e delle riviste del Pci e del Partito socialista, che aiutano a ripercorrere il difficile ed aspro dialogo tra i partiti della sinistra marxista e la vicenda e l’opera del politico democristiano.
"Avanti!" (1946-1951) - articolo del 15 dicembre 1946 sulla mozione di sfiducia "Dossetti-Lazzati" presentata durante il Consiglio nazionale del partito Il dicembre del 1946 registrò la mozione di sfiducia “Dossetti – Lazzati” presentata durante il Consiglio nazionale del partito (9 –15 dicembre 1946). L’articolo qui riportato apparve sull’ “Avanti!” il 15 dicembre dello stesso anno. In questo scritto si commentava positivamente la “sortita” della sinistra democristiana. Ciò rappresentava, secondo il quotidiano socialista, un momento importante, foriero di ulteriori sviluppi nel campo delle alleanze politiche e in grado di dare vita ad un’azione riformatrice più vasta e socialmente più qualificata. Occorreva però anche uno sforzo dello stesso fronte delle sinistre “marxiste”, in modo da costruire un proficuo rapporto con la “nuova sinistra” della DC, basato su reciproche garanzie, su un nuovo atteggiamento e su una diversa elaborazione e percezione del socialismo stesso.
"Rinascita" (1949-1950) - articolo di Pietro Ingrao su Rinascita, giugno 1949 In questo scritto, apparso su “Rinascita” nel giugno 1949, si affrontavano e si analizzavano i risultati del Congresso della DC a Venezia. Il suo autore, Pietro Ingrao, tracciava il quadro di un partito ripiegato su se stesso nella difesa di un’identità essenzialmente conservatrice e anticomunista. In questo esame della Democrazia Cristiana non mancavano pesanti stoccate nei confronti della «sinistra» democristiana. La componente vicina a Dossetti, nello specifico, veniva attaccata come presunto puntello “integralista” del “regime” degasperiano. Il professore reggiano, definito “riformatore vaticanesco”, era accusato di velleitarismo in campo sociale e di ambizione politica legata ad interessi personalistici.
Articolo di Luigi Giorgi su Bailamme n° 28 Il rapporto fra Giuseppe Dossetti e i partiti della sinistra italiana è stato frastagliato, segnato dalle tumultuose vicende del dopoguerra. Ha risentito, inevitabilmente, della radicalità del confronto politico–ideologico in atto fra i due mondi usciti vincitori dal secondo conflitto mondiale. L’incontro, e lo scontro, con le forze di sinistra è stato condizionato, quindi, dagli avvenimenti particolari di quel periodo, cambiando a seconda dello svolgimento di questi.
Dossetti su "Il Popolo": resoconti di alcuni discorsi del deputato reggiano. A cura di Luigi Giorgi.
Intervento al Consiglio Nazionale del partito fra il 20 e 22 dicembre 1948. L’intervento qui riportato di Dossetti è relativo al Consiglio Nazionale del partito, che si tenne fra il 20 e il 22 dicembre del 1948. Dossetti interveniva nella discussione non per negare la richiesta di unità fatta dal segretario Piccioni ma più che altro per cercare di sostanziare con un contenuto adeguato questa aspirazione della dirigenza democristiana.
Marzo-dicembre 1949, dal Patto Atlantico alla necessità delle riforme economiche. Questo intervento aretino di Dossetti avvenne pochi giorni prima dell’inizio del dibattito parlamentare in merito al problema dell’adesione o meno dell’Italia al Patto Atlantico. Egli ribadì la sua linea "non neutralistica" rispetto al problema delle alleanze internazionali ed espresse una visione della politica estera ancorata ad una declinazione pacifica delle necessità dettate dallo schema politico del dopoguerra.
Gennaio - dicembre 1950: inizio di un nuovo percorso politico. Il partito e le riforme. L’esponente democristiano insisteva, durante un discorso tenuto a Milano (9 gennaio 1950), sulla necessità di dare il “la” ad una politica di riforme attraverso un piano di investimenti ben determinato. Egli precisava, inoltre, la sua posizione rispetto al rapporto del partito con le altre forze politiche. Questo era definito “problema di forma” rispetto a quello più urgente, di merito, consistente nell’ affrontare e risolvere le necessità del Paese. In questo compito, dunque, qualsiasi compagno di “strada” volenteroso e sincero sarebbe stato benaccetto. (La difesa della lira è una necessità sociale.
Ottobre 1950 - gennaio 1951: la politica delle riforme. Limiti e possibilità. Dossetti in questo discorso attaccava la volontà di pace del Pci, che sperava, a suo avviso, di prendere il potere in maniera violenta: si era in pieno furore ideologico dato dalla guerra di Corea. Il conflitto asiatico determinava, in entrambi gli schieramenti, valutazioni che andavano al di là della realtà dei fatti e che generava pesanti condizionamenti nell’attività politica interna. Egli rilanciava, inoltre, il ruolo dello Stato in favore di un piano di lavori pubblici, in grado di creare occupazione. Mirava anche ad una riforma del carico fiscale in grado di favorire le piccole imprese a discapito delle grandi.
Giuseppe Dossetti e la politica estera italiana 1945-1951 - Luigi Giorgi - Scriptorium editrice, 2005, pag. 306, € 22,00
Giovanni Bianchi recensisce il libro di Luigi Giorgi: "C’è da essere grati a Luigi Giorgi per la pazienza e l’acribia con cui viene scavando intorno al giovane Dossetti, dandoci ora l’esame completo della sua riflessione nel campo della politica internazionale"
Luigi Giorgi - Una vicenda politica. Giuseppe Dossetti 1945-1956.
Roberto Diodato presenta il libro di Luigi Giorgi introducendone il successivo intervento nell'ambito del Corso di formazione alla politica dei Circoli Dossetti dell'anno 2003: Le contraddizioni della speranza.
Giuseppe Trotta recensisce il libro. "E il Dossetti politico? Sembra passato in secondo piano. Ecco perché va colta con piacere la pubblicazione di un libro come questo: c’è qualcuno che tiene accesa la fiaccola."
Giuseppe Dossetti, uomo di Dio editoriale di Giovanni Bianchi di dicembre 2006
Fra le varie chiavi interpretative del pensiero e dell’opera di Giuseppe Dossetti, il cui ricordo rimane vivo a dieci anni dalla morte avvenuta nel dicembre 1996, manca quasi sistematicamente la riflessione sul suo essere stato prete per quasi quarant’ anni e monaco per quasi trenta, ossia, più specificamente, sulla sua robusta vocazione sacerdotale e religiosa.
La lezione di Dossetti, cinque anni dopo. editoriale di Giovanni Bianchi di gennaio 2002
Parole come “profezia” e “carisma” dovrebbero essere utilizzate con estrema cura anche perché, esaminandole nella loro esatta etimologia, rimandano ad esperienze e concetti molto particolari: “profezia”, infatti, è il parlare al posto di qualcuno, che nell' uso più abituale di questa parola è Dio, mentre “carisma” rimanda alla grazia santificante, e non ha nulla a che vedere con le capacità di leadership e di dialettica di qualche fortunato imbonitore.
Funzioni e ordinamento dello stato moderno. L’importantissima relazione tenuta da Giuseppe Dossetti a Roma il 12 novembre 1951 durante il III Convegno Nazionale di Studio dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani
Giuseppe Trotta - Giuseppe Dossetti, funzioni e ordinamento dello Stato moderno - Intervento di G.Trotta al Corso di formazione alla politica dell'anno 2000
Viene qui pubblicata, nella versione già conosciuta e tramandata l’importantissima relazione tenuta da Giuseppe Dossetti a Roma il 12 novembre 1951 durante il III Convegno Nazionale di Studio dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Tema del Convegno era."Funzioni e ordinamento dello Stato moderno". A Giuseppe Dossetti, presentato nel programma come ordinario dell’Università di Modena, fu affidata la relazione generale, mentre relazioni particolari erano state assegnate ad Aldo Moro, Mario Romani, Ubaldo Prosperetti, Gianni Baget Bozzo, e Antonio Amorth. La relazione conclusiva – scoppiettante ed estremamente suggestiva – fu svolta da Giorgio La Pira e aveva come titolo: "Cristianesimo e Stato Moderno".
Giuseppe Dossetti. Due anni a Palazzo d'Accursio. Discorsi a Bologna 1956-1958 - R. Villa (a cura di) - Aliberti editore, Reggio Emilia 2004, € 16,9
Luigi Giorgi recensisce il il libro di Villa: "Il libro apre un’importante finestra su uno degli aspetti forse meno conosciuti della vicenda politica di Giuseppe Dossetti e cioè la sua esperienza amministrativa bolognese, sia pure tra i banchi della minoranza."
Intervento al 3° congresso nazionale delle ACLI del 1950
"La Democrazia Cristiana, che voi così calorosamente avete salutato, il Segretario del Partito, oggi assente perché impegnato ad inaugurare una realizzazione in terra italiana sofferente, l'Università nuova di Trieste, la direzione centrale e io personalmente, auguriamo al vostro terzo Congresso il più fecondo e costruttivo lavoro."
La politica oggi
Non staremo a soffermarci sugli aspetti cronachistici, quanto sulle istanze di fondo circa la concezione e il mondo della politica, prendendo le mosse da alcuni sentimenti fondamentali che oggi sembrano accompagnare anche il cristiano consapevole contemporaneo.
Cosa avrebbe dovuto essere la Cassa del Mezzogiorno
Dossetti iscriveva [l’iniziativa per la Cassa del Mezzogiorno] nell’ambito di un più vasto e ambizioso disegno di riforma del partito, ma avvertiva altresì che la svolta coreana restringeva drasticamente i margini di manovra delle forze politiche italiane." Pombeni ricostruisce le vicende della formazione del Consiglio della Cassa in cui naufraga ogni prospettiva di impegno riformatore e di ricostruzione sul campo del Partito.
L'educazione alla libertà
"La nostra via, invece, è un’altra. Essa riconosce la libertà non originaria ma come dono che ci viene dall’alto attraverso una conquista personale; riconosce la libertà aperta verso le cose, verso gli altri, verso Dio."
Lettera agli amici dopo le sue dimissioni (1951)
Il 18 ottobre del 1951 Giuseppe Dossetti inviava questa lettera ad alcuni amici. Le sue dimissioni avevano suscitato un ampio dibattito. Dossetti non spiega il perché si è dimesso. Rimanda ad un articolo di Umberto Segre che più si era avvicinato alle motivazioni politiche del suo gesto. Riproduciamo la lettera di Dossetti e l’articolo di Segre.
Giuseppe Dossetti, problematica del mondo d'oggi - di Giuseppe Trotta
Intervento di Giuseppe Trotta al Corso di Formazione alla politica dei Circoli Dossetti dell'anno 2000. "Dossetti visse la politica nell'ottica con cui visse la Resistenza: un dovere contingente dell'ora per rendere credibile agli uomini che la fede non era fuga dai loro problemi". (Pombeni) Un dovere contingente dell'ora. Non altro. L'impegno politico non poteva configurarsi nè come un mestiere nè come una vocazione. Esso si iscriveva nello spazio di una occasione, di un kairos. Manca alla contingenza la dimensione della durata, la dimensione del permanere.
A colloquio con Dossetti e Lazzati - (scheda libro) intervista di L.Elia e P.Scoppola
"Il libro pubblica una lunga intervista a Giuseppe Dossetti e a Giuseppe Lazzati che ebbe luogo a Milano il 19 novembre 1994. Erano presenti anche Gaetano Lazzati, nella cui casa l’incontro si svolse, e Giuseppe e Marcella Glisenti".
Su spiritualità e politica - incontro con Dossetti.
E’ il testo di una intervista a Giuseppe Dossetti da parte della redazione della rivista BAILAMME nell’estate del 1993. Lo scritto è stato rivisto dall’autore. Si trova in BAILAMME n. 18-19
Attualità di Dossetti
ntervista di Giuseppe Trotta a Salvatore Natoli*, 1998.
*Docente di filosofia teoretica all'Università Statale Milano Bicocca
Una volta Dossetti (di Mariano Rumor)
C'era stata una telefonata di Dossetti, mi disse la segretaria, aspettava una mia chiamata. Mi propose di andarlo a prendere a Via della Chiesa Nuova per fare una passeggiata insieme. A metà dell'Appia Antica ci sedemmo sul basamento d'un vecchio monumento funerario.
La Comunità del Porcellino di via della Chiesa Nuova 14 (di Telemaco Tuzi)
Non è mio compito fare un'analisi storico-politica di un importante periodo della nostra storia recente quale "l'Assemblea costituente". Quello che vorrei fare in questa sede è raccontare l'esperienza di un allora ragazzo che, per un periodo della sua vita, senza alcun merito e forse senza quasi accorgersene, ha vissuto nella stessa casa con persone, anzi con personaggi straordinari quali ad esempio La Pira, Lazzati, Dossetti, Fanfani, Laura Bianchini, Angela Gotelli, (per due di loro, La Pira e Lazzati, già si è concluso il processo di beatificazione al livello diocesano, ci auguriamo che tale processo venga iniziato al più presto anche per Dossetti).
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